Knitting Designer

Oggi conosciamo Stephen West.

Stephen West è uno knitting designer americano noto per i suoi modelli che presentano un particolare uso del colore. Tutto è cominciato nel 2009 con la pubblicazione di pattern sui siti Knitty e Raverly, per proseguire con la pubblicazione di una serie di libri di maglieria con il suo marchio di design Westknits . 

West è nato a in Oklahoma, ma appena adolescente si è trasferito a Chicago. Ha studiato danza presso il Dipartimento di Danza dell’Università dell’Illinois e proprio mentre era a scuola ha imparato a lavorare a maglia e racconta di essersi divertito molto. “Mi trovavano a lavorare a maglia tra le prove, nel backstage e tra le lezioni“. 

In seguito West si è trasferito ad Amsterdam per conseguire una laurea in coreografia presso la School for New Dance Development dell’Accademia di Teatro e Danza.

Mentre era lì, ha continuato a lavorare a maglia e a creare modelli che lo hanno aiutato a diventare un designer riconosciuto e rispettato a livello internazionale – famosissimi i suoi coloratissimi scialli.

Oggi possiede un negozio di filati ad Amsterdam e nel 2019 ha messo sul mercato un marchio di filati chiamato West Wool.

A questo link si possono trovare i suoi libri

e qui i filati del suo marchio

Chiacchierando di fibre #2

Lincoln

Si tratta di un’antica razza inglese, più precisamente originaria della contea di Lincolnshire – da qui il suo nome.

Questa razza di pecore ha subito una selezione nel corso dei secoli affinché desse lana pesante in abbondanza dalla quale ricavare abiti caldi e robusti e fu per questo fonte di prosperità dell’Inghilterra orientale sino a quando non fecero capolino le fibre sintetiche.

Fu nel lontano 1750 che Robert Bakewell introdusse la Lincoln a vello lungo come base per il suo famoso programma di allevamento ovino, così che quasi tutte le razze selezionate a vello lungo del mondo oggi possono vantare la Lincoln a vello lungo nel proprio pedigree.

Diverse migliaia di Lincoln vennero esporte in molte parti del mondo, in particolare in Sudamerica, Australia e Nuova Zelanda, dove vennero incrociate con le Merino per creare nuove razze da lana come la Corriedale e la Polwarth. 

Purtroppo nel XX secolo la razza iniziò a declinare, sino a quando nel 1971 erano rimasti solo 15 greggi, per un totale di soli 500 capi circa. Si è cercato, alla fine degli anni ottanta, di incrementare i capi, si sono raggiunti 1300 esemplari, ma questa razza ad oggi è poco allevata.

La pecora a vello lungo Lincoln è di taglia grande, possiede un folto mantello di lana ricciuta. La testa è bianca, priva di corna e provvista di un grande ciuffo. La produzione di lana annua va dai 10 ai 15 kg.

Cappa per un’occasione speciale

Qualche giorno fa vi avevo parlato di un filato angora/cashmere, lo avevo acquistato per realizzare un capo che mi coprisse le spalle in una prossima occasione speciale.

Come spesso avviene non si è mai certi del clima e per non farmi trovare impreparata ho pensato ad una cappa.

Il filato ha reso tantissimo e con soli 300 gr. ho completato il lavoro che nonostante sia così leggero è caldissimo e sofficissimo, un vero abbraccio!

Per la realizzazione ho seguito un tutorial di Marina Cafueri, designer che apprezzo molto per la sua attenzione ai dettagli.

L’unica cosa che ho cambiato è stata la rifinitura del collo perché avevo necessità che non fosse particolarmente accollato.

Cocoon

É mia abitudine pomeridiana dedicarmi ai miei hobby preferiti (uncinetto e maglia) e lo stare pressoché immobile, seduta con il lavoro fra le mani durante questa stagione ha lo svantaggio di percepire le spalle fredde.

É stato così che ho deciso di realizzare il mio “bozzolo scaldotto” ossia un cocoon caldo caldo.

Avevo avuto un colpo di fortuna e avevo recentemente acquistato per soli venti euro ben 1,200 kg di un filato, non certo pregiato, ma con la particolarità di essere morbido e caldissimo.

Mi sono messa all’opera ed ho scelto fra i tantissimi proposti da youtube il tutorial da seguire, devo dire che la realizzazione è stata veloce, assolutamente non noiosa e l’obiettivo di tenere le spalle al caldo è stato raggiunto, ma… c’è un ma.

A lavoro finito questo capo secondo il mio punto di vista non è del tutto armonioso, manca di rotondità nella parte bassa, insomma, con il senno di poi, non so se rifarei la stessa scelta.

Chiacchierando di fibre #1

Merinos australiano

È d’obbligo una breve premessa per inquadrare a dovere il discorso.

Qualsiasi razza di pecora che presenta una lana molto fine (inferiore o uguale a 60 micron) viene definita Merinos ed è particolarmente adatta per la produzione di tessuti e maglieria.

Tutto ebbe inizio in epoca romana in Spagna dove erano presenti pecore con le caratteristiche sopra descritte. Gli animali furono gelosamente conservati e salvati nonostante invasioni e guerre e, dal XVI al XVIII secolo, il loro allevamento fu sottoposto a rigido monopolio da parte della nobiltà e del clero. Si arrivò persino a prevedere la pena di morte per coloro che esportavano ovini merinos al di fuori della Spagna.

In seguito, intorno alla fine del settecento, furono gli stessi re di Spagna ad interrompere questo monopolio con generosi doni di ovini a reali di altre nazioni e con l’esportazione di merinos nelle colonie dell’America meridionale, dove il loro allevamento si sviluppò con successo.

Detto questo, addentriamoci nel particolare e conosciamo un pochino meglio le pecore Merinos australiane considerate le regine delle razze merinos per quantità e qualità della lana prodotta.

In Australia giunsero nel 1793 e, da subito, grazie alle favorevoli condizioni ambientali, l’allevamento di queste pecore si è diffuso moltissimo.

Il loro mantello è bianco e possiedono un vello serrato con filamenti fini, densi, elastici e lunghi; si ottengono, in sucido, alla tosa, circa 9 kg dai capi maschi e circa 7 kg dalle femmine.

Angora Cashmere

La composizione: 20% Cashmere – 40% Angora – 40% Polyamide

Ferri ed uncinetto consigliati: 3 mm

Peso del gomitolo: 50 gr

Lunghezza: 200 m

Mie note: Filato “superbo”, di una morbidezza difficile da descrivere, adatto per la realizzazione di capi eleganti, quasi impalpabile fra le dita, ma caldissimo, resa ottima. Sicuramente lo ricomprerei.

Maglione taglio felpa

A disposizione un bel pacco di filato colorato, colori vivaci che si rincorrono in sfumature occasionali, ma che, come si suol dire, hanno il loro perché.

Il dilemma sorge sempre spontaneo, cosa ci faccio? Comincia la ricerca sul web a caccia di idee.

Il filato non si presta per un capo spalla, lo trovo troppo colorato; non si presta per qualcosa di elegante, è piuttosto spesso quindi niente punti a rilievo…. sob…

Finalmente trovo un video che fa al caso mio, tutto sembra essere corretto: taglio sportivo, filato spesso, punto semplicissimo, non mi resta che cominciare.

Il risultato mi soddisfa, il maglioncino prevede una tasca a marsupio.

Un cappuccio

Unico vezzo: una trecciona che corre intorno al cappuccio e prosegue sul davanti sino alla tasca.

Un berretto di carattere

Navigando sul web mi sono imbattuta in una tecnica all’uncinetto che a lavoro finito produce delle greche che mi ricordano gli egizi, sul web l’ho vista definita in vari modi: egyptian stitch, arabian stitch, mosaic stictch.

Comunque sia e comunque si voglia definire questa tecnica, me ne sono innamorata.

Che la si usi per realizzare coperte, borse, maglioni o berretti, io trovo che il risultato sia proprio carino.

Io mi sono cimentata in un berretto ed ecco il risultato.

Per realizzarlo ho seguito questo tutorial ed in un pomeriggio il berretto è stato pronto da indossare.

La tecnica non è difficile ed una volta memorizzata la sequenza il lavoro va spedito, credo proprio che presto mi cimenterò nel realizzare un maglioncino da uomo, magari in cotone per la prossima primavera.

Il giallo mi riscalda

Le giornate invernali, così brevi e fredde, mi inducono a realizzare accessori dai colori vivaci, che compensino in qualche modo i look che tendono ad essere solitamente poco briosi.

Volevo una sciarpa duttile, che potesse essere usata anche come stola, ho scelto il giallo ocra tinta unita ed in abbinamento un filato sfumato.

Desideravo una lavorazione che producesse delle righe verticali e, navigando su Youtube, mi sono imbattuta in un tutorial che sembrava fare proprio al caso mio.

Detto, fatto…

Partendo da delle strisce realizzate con il filato sfumato, si passa poi ad unirle utilizzando il filato tinta unita. Un tipo di lavorazione semplice, che però, alla fine, produce un bell’effetto.