Bonito

La composizione: 50% Wool – 50% Acrylic

Ferri ed uncinetto consigliati: 4 mm

Peso del gomitolo: 100 gr

Lunghezza: 300 m

La casa produttrice lo propone in ben 39 colori.

Mie note: Filato morbido, molto versatile, adatto alla realizzazione di innumerevoli capi, molto confortevole al tatto, il gomitolo con i suoi 300 m ha un’ottima resa; rapporto qualità/prezzo ottimale, ne faccio scorta perché mi piace molto.

Japanese Knitting Stitches

Recentemente in un post vi ho parlato del Japan Style e avevo inserito nell’articolo la recensione trovata su Youtube di un libro di punti giapponesi o Japanese Knitting Stitches.

Era da un po’ che meditavo di inserire nella mia piccola biblioteca una raccolta di punti giapponesi, mi sono così informata un pochino meglio ed ho visto che oltre al libro presentato nella recensione di cui sopra, è in commercio un altro libro dello stesso autore.

Come resistere? Detto fatto li ho acquistati entrambi. E… che splendido acquisto!!!

Il primo ha come titolo “250 Japanese Knitting Stitches – The Original Pattern Bible by Hitoi Shida”, la copertina è flessibile, ci sono 159 pp. ed è suddiviso nelle seguenti sezioni:

Il secondo si intitola: “260 Exquisite Patterns by Hitomi Shida – Japanese Knitting Stitch Bible”, anch’esso con copertina flessibile e composto da 159 pp. suddivise nelle seguenti sezioni:

Entrambi sono fatti veramente bene ed offrono una vastissima scelta di punti, dai meno complessi a quelli veramente impegnativi; certo per apprezzarli si deve avere un pochino di dimestichezza con la lettura degli schemi, ma con un po’ di buona volontà e con qualche prova credo si possa riuscire ad ottenere dei buoni risultati.

Il costo si aggira intorno ai 20 euro ciascuno, ma direi spesi bene.

Non mi resta che mettermi all’opera e cominciare a campionare…

Il fascino degli intrecci

Non molto tempo fa vi avevo parlato della lana islandese, una lana che ha caratteristiche termiche spiccate; si stava già andando verso la primavera, il clima si stava facendo più mite, ma io non ho desistito ed ho avviato un maglione, segnando con questo lavoro la chiusura dell’inverno.

Per il dietro ho scelto una lavorazione a grana di riso doppia, per il davanti la scelta è caduta su degli intrecci che, a mio parere, per un maglione da uomo – ma non solo, hanno sempre il loro fascino. e per le maniche un semplice legaccio.

Il maglione è stato lavorato con i ferri 5 e per una taglia L ho utilizzato 700 gr in tutto, considerando la tipologia della lavorazione, che come sappiamo, “ruba” un po’ di filato direi che la resa è stata ottima.

Se non amate la “ruvidezza” della pura lana, credo che non sia il vostro filato preferito, ma certo è che indossare durante le fredde giornate invernali un maglione di questo tipo, è come portarsi una stufetta.

Riflessioni a ruota libera

Lavorando in una grande casa di moda ho la possibilità, oltre che di vedere con largo anticipo quelle che saranno le tendenze, di poter conoscere bene quali siano i flussi di approvvigionamento dei materiali utilizzati e le loro regole.

L’Italia è uno dei paesi fornitori per eccellenza di questo settore. Molte sono le filature che producono filati impiegati nel settore della moda e dell’alta moda, così come sono tanti i tessutai italiani.

Tutto questo fa del nostro paese un’eccellenza, proprio perché il made in Italy è molto apprezzato.

Ma entriamo un pochino nel processo: quando uno stilista decide quali sono i materiali che intende usare nelle sue creazioni chiede a filature e tessutai la produzione di un certo numero di rocche di filato o rotoli di tessuti. L’azienda produttrice, ovviamente, manda in produzione il tutto calcolando il fabbisogno dello stilista in eccesso. Ed ecco il nocciolo del mio discorso.

L’eccesso della produzione rimane nei magazzini dei produttori, i quali però solitamente sono tenuti a rispettare delle regole contrattuali fissate con le case di moda, fra queste: i tempi di commercializzazione delle rimanenze, che possono variare, ma che non sono brevissimi.

Questo fa sì che i bellissimi filati made in Italy, con caratteristiche sicuramente pregevoli e prodotti da aziende a regola d’arte, vengano stoccati in brutali magazzini sino allo scadere dei tempi contrattuali, dopodiché vengono per lo più messi a disposizione degli stocchisti.

Ora, io non voglio dire che quei filati si siano trasformati da oro a ferro, ma vorrei lanciare una riflessione.

Filati stoccati ed accatastati al chiuso per due o tre anni, uno sopra l’altro, in magazzini dove spesso le muffe dilagano, sicuramente perdono molto e a volte “invecchiano”, se non nell’apparenza, nella loro sostanza.

Ecco che pur essendo made in Italy, i “nostri” filati restano sì morbidi e realizzati con fibre di qualità, ma sono vecchi ed hanno subito un trattamento non ottimale che, spesso, li rende non proprio profumati tanto che molti stocchisti li commercializzano dopo averli trattati con spray profumati.

Il consumatore finale, all’oscuro di tutto questo, è convinto di aver fatto un affarone.

Io credo che ognuno di noi debba essere libero di investire i propri soldi in base alla propria capacità di acquisto e secondo il proprio pensiero, mi preme solo fare in modo che ognuno sia messo in condizione di spendere con consapevolezza.

In altre parole: per niente non da niente nessuno e spesso dietro a proposte a basso costo di materiali di pregio, made in Italy si nasconde ciò di cui abbiamo appena parlato.

Knitting designer #2

Oggi conosciamo: Valentina Cosciani.

Valentina, triestina di origine, è una knitting designer italiana conosciuta ed apprezzata a livello mondiale; le sue partecipazioni in qualità di docente presso fiere estere sono sempre più numerose, così come le sue apparizioni su riviste internazionali.

Il suo percorso passa attraverso l’arte, nasce infatti come pittrice, per poi sfociare nel design; le sue creazioni hanno uno stile pulito, elegante, contemporaneo, ma sono sempre contraddistinte dall’originalità.

È autrice di diverse pubblicazioni come: Karten, Scontrosa Grazia, Eufonie Tibetane e Muja, oltre che essere uno dei punti di riferimento della community di maglia italiana.

Ha un canale Youtube attraverso il quale traspare la sua spiccata volontà di diffondere il suo sapere utilizzando format originali e mai noiosi.

The Online International Fiber Festival

Dal prossimo 1 Maggio e sino all’8 Maggio p.v. si terrà la seconda edizione dell’Online International Fiber Festival.

L’idea di questo Festival Online è nata nel 2020 in risposta ai blocchi dovuti alla pandemia Covid-19 con l’obiettivo di dare ai fruitori la possibilità di conoscere otto regioni del mondo importanti per le fibre.

Chissà, magari in futuro, a pandemia archiviata, qualcuno dopo aver visto questo assaggio, salirà in macchina o sull’aereo per vedere di persona alcuni di questi posti meravigliosi, per sperimentare nuove tecniche ed imparare cose nuove.

E se per i più svariati motivi non potremo viaggiare di persona questo evento online potrà comunque sempre offrirci tanti spunti.

Gli otto giorni del Festival prevedono un appuntamento al giorno in una parte diversa del mondo, più precisamente:

Inoltre a partire dal dal primo giorno sarà aperta la sezione Marketplace dove poter fare acquisti dai produttori aderenti alla manifestazione.

Durante il festival verranno organizzate lezioni gratuite alle quali poter partecipare e ogni giorno vi saranno documentari consigliati visibili su Youtube.

Insomma un modo virtuale per imparare tante cose nuove.

Pattern Poncho Bike

Circa un mese fa ho pubblicato le foto di un poncho per il tempo libero e qualcuno di voi aveva chiesto di avere le spiegazioni. Finalmente ho trovato un ritaglio di tempo per scriverle e pubblico qui di seguito il pattern.

Il poncho di cui parliamo è questo.

E la spiegazione per la realizzazione è questa:

Poncho Bike by Wenice Wool

Filato ed Uncinetto

Sale Mohair Wool Blend di Ice Yarns (gomitoli da 50 gr. – colore 68912 – 13 gomitoli)

Uncinetto nr. 6,5.

Qualche marcapunto per vostra comodità. Ago per cucire la lana.

Taglia unica

Glossario:

mb = maglia bassa

c = catenella

mbcd = maglia bassa in costa davanti

mma = mezza maglia alta

pp = pippiolino

Esecuzione

Avviare una catenella lunga 134 cm e lavorare:

1 giro: mb

2 giro: 1mb * 1mb – 1 c * terminare con 1 mb

3 giro: 1mb * 1 c – 1mb * terminare con 1 mb

4 giro: 1mb * 1mb – 1 c * terminare con 1 mb

5 giro: mbcd

6 giro: 1mb * 1mb – 1 c * terminare con 1 mb

7 giro: 1mb * 1 c – 1mb * terminare con 1 mb

8 giro: 1mb * 1mb – 1 c * terminare con 1 mb

9 giro: mbcd

10 giro: mma

11 giro: mma

12 giro: mma

ripetere dal 2° giro al 12° sino a raggiungere 54 cm, dividere il lavoro a metà e proseguire separatamente sulle due parti continuando a lavorare come sopra per altri 30 cm (apertura collo), ricominciare a lavorare a giri interi per 15 m. A questo punto lavorare solo sui 60 cm centrali del pannello per ricavare la manica a kimono, proseguendo per 35 cm.

Cucire il sottomanica ed un solo fianco.

Rifinire il collo, il polso e tutto il perimetro del poncho alternando 2 mb ed 1 pp.

Pronto da indossare.

Natural Baby

La composizione: 10% Bamboo – 14% Cotton – 76% Acrylic

Ferri ed uncinetto consigliati: 3,5mm

Peso del gomitolo: 100 gr

Lunghezza: 225 m

La casa produttrice lo propone in 15 colori.

Mie note: Filato morbidissimo, adatto alla realizzazione di giacchine primaverili per adulti e bambini, indicato altresì per copertine, molto confortevole al tatto, il gomitolo ha un’ottima resa; mi piace moltissimo la texture caratterizzata da pelucchini a contrasto.

Chiacchierando di fibre #3

Le pecore islandesi

L’Islanda è uno dei pochissimi paesi al mondo in cui ci sono più pecore che abitanti, pecore che sull’isola giunsero – portate dai vichinghi – nel XVIII secolo e che vivendo isolate nel corso dei secoli, hanno sviluppato caratteristiche assai diverse dalle loro parenti europee.

Esse possiedono una pelliccia molto lungo, hanno zampe e coda corte ed una testa tonda e lanosa, inoltre hanno di norma parti gemellari.

In Islanda le pecore vivono libere di spostarsi su tutto il territorio da giugno a settembre, in questi mesi non è difficile notare macchioline bianche ovunque; una caratteristica di questa razza è che sono solite non unirsi in greggi e solitamente si avvistano gruppi di tre elementi (madre e due agnellini).

All’inizio dell’autunno, quanto le temperature si abbassano, i pastori le radunano a valle ed attraverso il controllo dei microchip di cui ognuna di loro è dotata determinano il legittimo proprietario e si preparano ad affrontare l’inverno mettendo le pecore al riparo.

Questa operazione è nota in Islanda con il nome di smölun che significa raduno ed è una vera e propria festa.

Le pecore vengono allevate per la loro carne e per la loro lana, quest’ultima possiede caratteristiche veramente interessanti: è impermeabile, ma traspirante e particolarmente resistente al vento e molto calda.

Insomma come farsi mancare un Lopapeysa, così vengono chiamati i maglioni di lana in islandese?

Un maglioncino per lui

Realizzare maglioncini da uomo è sempre una sfida, perché mentre per il gentil sesso le proposte sono infinite, quando si parla al maschile non è proprio così.

Recentemente vi avevo parlato di Stephen West, il mago del colore e proprio a lui ho fatto riferimento per realizzare questo maglioncino primaverile da uomo.

Ho lavorato con i ferri circolari realizzando lo sprone rotondo; non posso dire che sia stato un progetto difficilissimo, ma i continui cambi di colore hanno richiesto un pochino di attenzione.

Il motivo a celle mi soddisfa pienamente e credo che lo userò presto anche per realizzare uno scialle, visto che ho a disposizione un po’ di avanzi di lana.