Double way

Eccomi per presentarvi il mio ultimo lavoro, si tratta di un cardigan unisex con una particolarità, dalla quale ne è scaturito il nome, ossia un doppio indosso.

Il cardigan, che nel mio caso, è per un giovanotto, è stato realizzato in tre colori in gradazione: marrone, caramello e beige e prevede una parte di lavorazione a mosaico.

Si può indossare in due modi e questo permette al capo di assumere due linee molto diverse.

In questo primo modo il motivo a mosaico corre sul davanti e sulle spalle del cardigan, il bordo davanti è stondato ed il collo a goccia si sovrappone in vita con un interessante movimento sottolineato dai colori a contrasto.

Nel secondo tipo di indosso la parte a mosaico si ritrova nella parte inferiore del cardigan, i bordi inferiori ed il collo risultano perpendicolari ed a contrasto.

Insomma due cardigan in uno, basta decidere si si vuole optare per un modo di vestire sportivo o più classico.

Collezione scialli

Un paio di settimane fa vi avevo parlato del KAL lanciato da Donatella Saleri per la realizzazione dello scialle “You are precious”.

Non ho perso tempo e mi sono messa subito al lavoro ed eccomi qui per condividere con voi la mia versione dello scialle.

Sono molto soddisfatta del risultato, questo scialle è un vero abbraccio e va ad arricchire la mia collezione.

Lo schema non è difficilissimo, l’unica sfida è inserire il motivo man mano che lo scialle cresce senza perdere i conti, come si suol dire.

Il gruppo di knitter che ha aderito al KAL non è numerosissimo, ma è proprio un bel gruppetto di appassionate che hanno deciso di regalarsi un bel accessorio.

Il fascino degli intrecci

Non molto tempo fa vi avevo parlato della lana islandese, una lana che ha caratteristiche termiche spiccate; si stava già andando verso la primavera, il clima si stava facendo più mite, ma io non ho desistito ed ho avviato un maglione, segnando con questo lavoro la chiusura dell’inverno.

Per il dietro ho scelto una lavorazione a grana di riso doppia, per il davanti la scelta è caduta su degli intrecci che, a mio parere, per un maglione da uomo – ma non solo, hanno sempre il loro fascino. e per le maniche un semplice legaccio.

Il maglione è stato lavorato con i ferri 5 e per una taglia L ho utilizzato 700 gr in tutto, considerando la tipologia della lavorazione, che come sappiamo, “ruba” un po’ di filato direi che la resa è stata ottima.

Se non amate la “ruvidezza” della pura lana, credo che non sia il vostro filato preferito, ma certo è che indossare durante le fredde giornate invernali un maglione di questo tipo, è come portarsi una stufetta.

Un maglioncino per lui

Realizzare maglioncini da uomo è sempre una sfida, perché mentre per il gentil sesso le proposte sono infinite, quando si parla al maschile non è proprio così.

Recentemente vi avevo parlato di Stephen West, il mago del colore e proprio a lui ho fatto riferimento per realizzare questo maglioncino primaverile da uomo.

Ho lavorato con i ferri circolari realizzando lo sprone rotondo; non posso dire che sia stato un progetto difficilissimo, ma i continui cambi di colore hanno richiesto un pochino di attenzione.

Il motivo a celle mi soddisfa pienamente e credo che lo userò presto anche per realizzare uno scialle, visto che ho a disposizione un po’ di avanzi di lana.

E se il sole fa capolino

Non sono molte le cose che si possono fare a causa della pandemia, una di queste un bel giro in bicicletta, visto che per mia fortuna vivo in campagna.

Pensando alle giornate dove il sole fa capolino mi sono messa all’opera ed ho realizzato un pratico poncho per le gite in bicicletta e non solo.

Semplice e veloce da realizzare, costruito in un pezzo unico ed una sola cucitura, lavorato con un filato morbidissimo lana e kid mohair, particolarmente pratico.

Su di un lato ho previsto una manica a kimono, sull’altro ho lasciato il poncho libero, questo lo rende mettibile anche durante le uscite in bici in quanto la manica lo rende stabile.

Penso che sarà un capo molto gettonato durante la prossima primavera.

Cappa per un’occasione speciale

Qualche giorno fa vi avevo parlato di un filato angora/cashmere, lo avevo acquistato per realizzare un capo che mi coprisse le spalle in una prossima occasione speciale.

Come spesso avviene non si è mai certi del clima e per non farmi trovare impreparata ho pensato ad una cappa.

Il filato ha reso tantissimo e con soli 300 gr. ho completato il lavoro che nonostante sia così leggero è caldissimo e sofficissimo, un vero abbraccio!

Per la realizzazione ho seguito un tutorial di Marina Cafueri, designer che apprezzo molto per la sua attenzione ai dettagli.

L’unica cosa che ho cambiato è stata la rifinitura del collo perché avevo necessità che non fosse particolarmente accollato.

Cocoon

É mia abitudine pomeridiana dedicarmi ai miei hobby preferiti (uncinetto e maglia) e lo stare pressoché immobile, seduta con il lavoro fra le mani durante questa stagione ha lo svantaggio di percepire le spalle fredde.

É stato così che ho deciso di realizzare il mio “bozzolo scaldotto” ossia un cocoon caldo caldo.

Avevo avuto un colpo di fortuna e avevo recentemente acquistato per soli venti euro ben 1,200 kg di un filato, non certo pregiato, ma con la particolarità di essere morbido e caldissimo.

Mi sono messa all’opera ed ho scelto fra i tantissimi proposti da youtube il tutorial da seguire, devo dire che la realizzazione è stata veloce, assolutamente non noiosa e l’obiettivo di tenere le spalle al caldo è stato raggiunto, ma… c’è un ma.

A lavoro finito questo capo secondo il mio punto di vista non è del tutto armonioso, manca di rotondità nella parte bassa, insomma, con il senno di poi, non so se rifarei la stessa scelta.

Maglione taglio felpa

A disposizione un bel pacco di filato colorato, colori vivaci che si rincorrono in sfumature occasionali, ma che, come si suol dire, hanno il loro perché.

Il dilemma sorge sempre spontaneo, cosa ci faccio? Comincia la ricerca sul web a caccia di idee.

Il filato non si presta per un capo spalla, lo trovo troppo colorato; non si presta per qualcosa di elegante, è piuttosto spesso quindi niente punti a rilievo…. sob…

Finalmente trovo un video che fa al caso mio, tutto sembra essere corretto: taglio sportivo, filato spesso, punto semplicissimo, non mi resta che cominciare.

Il risultato mi soddisfa, il maglioncino prevede una tasca a marsupio.

Un cappuccio

Unico vezzo: una trecciona che corre intorno al cappuccio e prosegue sul davanti sino alla tasca.

Un berretto di carattere

Navigando sul web mi sono imbattuta in una tecnica all’uncinetto che a lavoro finito produce delle greche che mi ricordano gli egizi, sul web l’ho vista definita in vari modi: egyptian stitch, arabian stitch, mosaic stictch.

Comunque sia e comunque si voglia definire questa tecnica, me ne sono innamorata.

Che la si usi per realizzare coperte, borse, maglioni o berretti, io trovo che il risultato sia proprio carino.

Io mi sono cimentata in un berretto ed ecco il risultato.

Per realizzarlo ho seguito questo tutorial ed in un pomeriggio il berretto è stato pronto da indossare.

La tecnica non è difficile ed una volta memorizzata la sequenza il lavoro va spedito, credo proprio che presto mi cimenterò nel realizzare un maglioncino da uomo, magari in cotone per la prossima primavera.

Il giallo mi riscalda

Le giornate invernali, così brevi e fredde, mi inducono a realizzare accessori dai colori vivaci, che compensino in qualche modo i look che tendono ad essere solitamente poco briosi.

Volevo una sciarpa duttile, che potesse essere usata anche come stola, ho scelto il giallo ocra tinta unita ed in abbinamento un filato sfumato.

Desideravo una lavorazione che producesse delle righe verticali e, navigando su Youtube, mi sono imbattuta in un tutorial che sembrava fare proprio al caso mio.

Detto, fatto…

Partendo da delle strisce realizzate con il filato sfumato, si passa poi ad unirle utilizzando il filato tinta unita. Un tipo di lavorazione semplice, che però, alla fine, produce un bell’effetto.