Linen

La composizione: 50% Linen – 50% Viscose

Ferri ed uncinetto consigliati: 3 mm

Peso del gomitolo: 50 gr

Lunghezza: 175 m

La casa produttrice lo propone in 23 colori.

Mie note: La presenza della viscosa annulla completamente la rigidità del lino trasformandolo in un filato morbido e piacevole da lavorare. Adatto alla realizzazione di innumerevoli capi estivi ed in particolare per scialli. Ottima la resa, brillanti i colori.

Double way

Eccomi per presentarvi il mio ultimo lavoro, si tratta di un cardigan unisex con una particolarità, dalla quale ne è scaturito il nome, ossia un doppio indosso.

Il cardigan, che nel mio caso, è per un giovanotto, è stato realizzato in tre colori in gradazione: marrone, caramello e beige e prevede una parte di lavorazione a mosaico.

Si può indossare in due modi e questo permette al capo di assumere due linee molto diverse.

In questo primo modo il motivo a mosaico corre sul davanti e sulle spalle del cardigan, il bordo davanti è stondato ed il collo a goccia si sovrappone in vita con un interessante movimento sottolineato dai colori a contrasto.

Nel secondo tipo di indosso la parte a mosaico si ritrova nella parte inferiore del cardigan, i bordi inferiori ed il collo risultano perpendicolari ed a contrasto.

Insomma due cardigan in uno, basta decidere si si vuole optare per un modo di vestire sportivo o più classico.

Collezione scialli

Un paio di settimane fa vi avevo parlato del KAL lanciato da Donatella Saleri per la realizzazione dello scialle “You are precious”.

Non ho perso tempo e mi sono messa subito al lavoro ed eccomi qui per condividere con voi la mia versione dello scialle.

Sono molto soddisfatta del risultato, questo scialle è un vero abbraccio e va ad arricchire la mia collezione.

Lo schema non è difficilissimo, l’unica sfida è inserire il motivo man mano che lo scialle cresce senza perdere i conti, come si suol dire.

Il gruppo di knitter che ha aderito al KAL non è numerosissimo, ma è proprio un bel gruppetto di appassionate che hanno deciso di regalarsi un bel accessorio.

Che brutto scoprire che…

Fra lavoro e famiglia non è molto il mio tempo libero, quello che mi ritaglio lo dedico ai miei hobby lanosi, quindi sui social transito veramente poco.

Mi viene da aggiungere: “per mia fortuna”, sì perché mi sono resa conto che un mezzo che dovrebbe creare comunity si trasforma spesso in un modo per farsi la “guerra”.

Esistono delle vere e proprie fazioni, schierate le une contro le altre, che “sparano” commenti tremendi e disseminano negatività gratuita.

Mi hanno sempre insegnato che il rispetto per gli altri e per il lavoro di tutti è sacrosanto, ognuno di noi è certamente diverso, quindi avremo gusti diversi e non tutto può piacerci, ma non riesco proprio a capire perché molti si permettono commenti taglienti.

Vero è che tutti possiamo esprimere la nostra opinione, ma c’è modo e modo e, visto che non è obbligatorio commentare, perché farlo regalando offese ed “asfaltando” chi sta dall’altra parte.

Io fatico ad accettare questo modo di relazionarsi, forse sono io fuori dal mondo, ma sono convinta che un po’ di educazione non sia mai di troppo.

You are precious KAL

Recentemente Donatella Saleri, che trovate su Youtube a questo link, ha lanciato un KAL dal titolo “You are precious”.

Oggetto del KAL è uno scialle molto bello che la designer ha realizzato in un momento particolare della sua vita, per questo porta il nome YOU ARE PRECIOUS.

Essendo io, come ben sapete, un amante degli scialli in tutte le loro declinazioni, ho deciso di partecipare.

Il KAL partirà alla fine di questa settimana e verrà chiuso a Settembre.

Il filato che ho scelto per realizzarlo è quello che vedete nella foto qui sotto, non mi resta che allinearmi sulla linea di partenza e… buon lavoro!

Abbiate obiettivi sempre più sfidanti

Mi hanno insegnato a pormi aspettative sempre più alte, a mettermi alla prova, a non accontentarmi, a cercare sempre il miglioramento, passo dopo passo, per raggiungere ogni volta un gradino più alto.

Sono grata a coloro che mi hanno trasmesso questi insegnamenti, perché uniti ad un pizzico di curiosità, mi spingono quotidianamente ad alzare sempre di più l’asticella della mie aspettative, a migliorare le mie skill.

Per me non esistono più cose facili e cose difficili, esiste solo la sfida a me stessa per affrontare un qualcosa di sempre più impegnativo.

Tutto ciò lo applico anche quanto affronto un nuovo lavoro con l’uncinetto o con i ferri, non mi piacciono i progetti che ad occhi chiusi vanno via lisci, preferisco affrontare qualcosa di nuovo e di più arduo della volta precedente.

Sappiamo bene che, sia con l’uncinetto che con i ferri, tutto ruota intorno ad una manciata di punti basilari, questo fa sì che di conseguenza, se conosciamo questi punti, nulla potrà fermarci, sarà solo questione di pazienza nell’affrontare ed interiorizzare il meccanismo che produce il tal punto.

Quindi pronti via per una nuova avventura, durante la quale sicuramente dovremo mettere in campo tanta attenzione e certamente ci capiterà di sbagliare e di dover disfare, ma alla fine ci regalerà un’immensa soddisfazione e ci permetterà di migliorare le nostre conoscenze.

Imparate ad avere fiducia in voi stesse e siate resilienti.

Bonito

La composizione: 50% Wool – 50% Acrylic

Ferri ed uncinetto consigliati: 4 mm

Peso del gomitolo: 100 gr

Lunghezza: 300 m

La casa produttrice lo propone in ben 39 colori.

Mie note: Filato morbido, molto versatile, adatto alla realizzazione di innumerevoli capi, molto confortevole al tatto, il gomitolo con i suoi 300 m ha un’ottima resa; rapporto qualità/prezzo ottimale, ne faccio scorta perché mi piace molto.

Japanese Knitting Stitches

Recentemente in un post vi ho parlato del Japan Style e avevo inserito nell’articolo la recensione trovata su Youtube di un libro di punti giapponesi o Japanese Knitting Stitches.

Era da un po’ che meditavo di inserire nella mia piccola biblioteca una raccolta di punti giapponesi, mi sono così informata un pochino meglio ed ho visto che oltre al libro presentato nella recensione di cui sopra, è in commercio un altro libro dello stesso autore.

Come resistere? Detto fatto li ho acquistati entrambi. E… che splendido acquisto!!!

Il primo ha come titolo “250 Japanese Knitting Stitches – The Original Pattern Bible by Hitoi Shida”, la copertina è flessibile, ci sono 159 pp. ed è suddiviso nelle seguenti sezioni:

Il secondo si intitola: “260 Exquisite Patterns by Hitomi Shida – Japanese Knitting Stitch Bible”, anch’esso con copertina flessibile e composto da 159 pp. suddivise nelle seguenti sezioni:

Entrambi sono fatti veramente bene ed offrono una vastissima scelta di punti, dai meno complessi a quelli veramente impegnativi; certo per apprezzarli si deve avere un pochino di dimestichezza con la lettura degli schemi, ma con un po’ di buona volontà e con qualche prova credo si possa riuscire ad ottenere dei buoni risultati.

Il costo si aggira intorno ai 20 euro ciascuno, ma direi spesi bene.

Non mi resta che mettermi all’opera e cominciare a campionare…

Il fascino degli intrecci

Non molto tempo fa vi avevo parlato della lana islandese, una lana che ha caratteristiche termiche spiccate; si stava già andando verso la primavera, il clima si stava facendo più mite, ma io non ho desistito ed ho avviato un maglione, segnando con questo lavoro la chiusura dell’inverno.

Per il dietro ho scelto una lavorazione a grana di riso doppia, per il davanti la scelta è caduta su degli intrecci che, a mio parere, per un maglione da uomo – ma non solo, hanno sempre il loro fascino. e per le maniche un semplice legaccio.

Il maglione è stato lavorato con i ferri 5 e per una taglia L ho utilizzato 700 gr in tutto, considerando la tipologia della lavorazione, che come sappiamo, “ruba” un po’ di filato direi che la resa è stata ottima.

Se non amate la “ruvidezza” della pura lana, credo che non sia il vostro filato preferito, ma certo è che indossare durante le fredde giornate invernali un maglione di questo tipo, è come portarsi una stufetta.

Riflessioni a ruota libera

Lavorando in una grande casa di moda ho la possibilità, oltre che di vedere con largo anticipo quelle che saranno le tendenze, di poter conoscere bene quali siano i flussi di approvvigionamento dei materiali utilizzati e le loro regole.

L’Italia è uno dei paesi fornitori per eccellenza di questo settore. Molte sono le filature che producono filati impiegati nel settore della moda e dell’alta moda, così come sono tanti i tessutai italiani.

Tutto questo fa del nostro paese un’eccellenza, proprio perché il made in Italy è molto apprezzato.

Ma entriamo un pochino nel processo: quando uno stilista decide quali sono i materiali che intende usare nelle sue creazioni chiede a filature e tessutai la produzione di un certo numero di rocche di filato o rotoli di tessuti. L’azienda produttrice, ovviamente, manda in produzione il tutto calcolando il fabbisogno dello stilista in eccesso. Ed ecco il nocciolo del mio discorso.

L’eccesso della produzione rimane nei magazzini dei produttori, i quali però solitamente sono tenuti a rispettare delle regole contrattuali fissate con le case di moda, fra queste: i tempi di commercializzazione delle rimanenze, che possono variare, ma che non sono brevissimi.

Questo fa sì che i bellissimi filati made in Italy, con caratteristiche sicuramente pregevoli e prodotti da aziende a regola d’arte, vengano stoccati in brutali magazzini sino allo scadere dei tempi contrattuali, dopodiché vengono per lo più messi a disposizione degli stocchisti.

Ora, io non voglio dire che quei filati si siano trasformati da oro a ferro, ma vorrei lanciare una riflessione.

Filati stoccati ed accatastati al chiuso per due o tre anni, uno sopra l’altro, in magazzini dove spesso le muffe dilagano, sicuramente perdono molto e a volte “invecchiano”, se non nell’apparenza, nella loro sostanza.

Ecco che pur essendo made in Italy, i “nostri” filati restano sì morbidi e realizzati con fibre di qualità, ma sono vecchi ed hanno subito un trattamento non ottimale che, spesso, li rende non proprio profumati tanto che molti stocchisti li commercializzano dopo averli trattati con spray profumati.

Il consumatore finale, all’oscuro di tutto questo, è convinto di aver fatto un affarone.

Io credo che ognuno di noi debba essere libero di investire i propri soldi in base alla propria capacità di acquisto e secondo il proprio pensiero, mi preme solo fare in modo che ognuno sia messo in condizione di spendere con consapevolezza.

In altre parole: per niente non da niente nessuno e spesso dietro a proposte a basso costo di materiali di pregio, made in Italy si nasconde ciò di cui abbiamo appena parlato.