Chiacchierando di fibre #1

Merinos australiano

È d’obbligo una breve premessa per inquadrare a dovere il discorso.

Qualsiasi razza di pecora che presenta una lana molto fine (inferiore o uguale a 60 micron) viene definita Merinos ed è particolarmente adatta per la produzione di tessuti e maglieria.

Tutto ebbe inizio in epoca romana in Spagna dove erano presenti pecore con le caratteristiche sopra descritte. Gli animali furono gelosamente conservati e salvati nonostante invasioni e guerre e, dal XVI al XVIII secolo, il loro allevamento fu sottoposto a rigido monopolio da parte della nobiltà e del clero. Si arrivò persino a prevedere la pena di morte per coloro che esportavano ovini merinos al di fuori della Spagna.

In seguito, intorno alla fine del settecento, furono gli stessi re di Spagna ad interrompere questo monopolio con generosi doni di ovini a reali di altre nazioni e con l’esportazione di merinos nelle colonie dell’America meridionale, dove il loro allevamento si sviluppò con successo.

Detto questo, addentriamoci nel particolare e conosciamo un pochino meglio le pecore Merinos australiane considerate le regine delle razze merinos per quantità e qualità della lana prodotta.

In Australia giunsero nel 1793 e, da subito, grazie alle favorevoli condizioni ambientali, l’allevamento di queste pecore si è diffuso moltissimo.

Il loro mantello è bianco e possiedono un vello serrato con filamenti fini, densi, elastici e lunghi; si ottengono, in sucido, alla tosa, circa 9 kg dai capi maschi e circa 7 kg dalle femmine.