The Online International Fiber Festival

Dal prossimo 1 Maggio e sino all’8 Maggio p.v. si terrà la seconda edizione dell’Online International Fiber Festival.

L’idea di questo Festival Online è nata nel 2020 in risposta ai blocchi dovuti alla pandemia Covid-19 con l’obiettivo di dare ai fruitori la possibilità di conoscere otto regioni del mondo importanti per le fibre.

Chissà, magari in futuro, a pandemia archiviata, qualcuno dopo aver visto questo assaggio, salirà in macchina o sull’aereo per vedere di persona alcuni di questi posti meravigliosi, per sperimentare nuove tecniche ed imparare cose nuove.

E se per i più svariati motivi non potremo viaggiare di persona questo evento online potrà comunque sempre offrirci tanti spunti.

Gli otto giorni del Festival prevedono un appuntamento al giorno in una parte diversa del mondo, più precisamente:

Inoltre a partire dal dal primo giorno sarà aperta la sezione Marketplace dove poter fare acquisti dai produttori aderenti alla manifestazione.

Durante il festival verranno organizzate lezioni gratuite alle quali poter partecipare e ogni giorno vi saranno documentari consigliati visibili su Youtube.

Insomma un modo virtuale per imparare tante cose nuove.

Pattern Poncho Bike

Circa un mese fa ho pubblicato le foto di un poncho per il tempo libero e qualcuno di voi aveva chiesto di avere le spiegazioni. Finalmente ho trovato un ritaglio di tempo per scriverle e pubblico qui di seguito il pattern.

Il poncho di cui parliamo è questo.

E la spiegazione per la realizzazione è questa:

Poncho Bike by Wenice Wool

Filato ed Uncinetto

Sale Mohair Wool Blend di Ice Yarns (gomitoli da 50 gr. – colore 68912 – 13 gomitoli)

Uncinetto nr. 6,5.

Qualche marcapunto per vostra comodità. Ago per cucire la lana.

Taglia unica

Glossario:

mb = maglia bassa

c = catenella

mbcd = maglia bassa in costa davanti

mma = mezza maglia alta

pp = pippiolino

Esecuzione

Avviare una catenella lunga 134 cm e lavorare:

1 giro: mb

2 giro: 1mb * 1mb – 1 c * terminare con 1 mb

3 giro: 1mb * 1 c – 1mb * terminare con 1 mb

4 giro: 1mb * 1mb – 1 c * terminare con 1 mb

5 giro: mbcd

6 giro: 1mb * 1mb – 1 c * terminare con 1 mb

7 giro: 1mb * 1 c – 1mb * terminare con 1 mb

8 giro: 1mb * 1mb – 1 c * terminare con 1 mb

9 giro: mbcd

10 giro: mma

11 giro: mma

12 giro: mma

ripetere dal 2° giro al 12° sino a raggiungere 54 cm, dividere il lavoro a metà e proseguire separatamente sulle due parti continuando a lavorare come sopra per altri 30 cm (apertura collo), ricominciare a lavorare a giri interi per 15 m. A questo punto lavorare solo sui 60 cm centrali del pannello per ricavare la manica a kimono, proseguendo per 35 cm.

Cucire il sottomanica ed un solo fianco.

Rifinire il collo, il polso e tutto il perimetro del poncho alternando 2 mb ed 1 pp.

Pronto da indossare.

Natural Baby

La composizione: 10% Bamboo – 14% Cotton – 76% Acrylic

Ferri ed uncinetto consigliati: 3,5mm

Peso del gomitolo: 100 gr

Lunghezza: 225 m

La casa produttrice lo propone in 15 colori.

Mie note: Filato morbidissimo, adatto alla realizzazione di giacchine primaverili per adulti e bambini, indicato altresì per copertine, molto confortevole al tatto, il gomitolo ha un’ottima resa; mi piace moltissimo la texture caratterizzata da pelucchini a contrasto.

Chiacchierando di fibre #3

Le pecore islandesi

L’Islanda è uno dei pochissimi paesi al mondo in cui ci sono più pecore che abitanti, pecore che sull’isola giunsero – portate dai vichinghi – nel XVIII secolo e che vivendo isolate nel corso dei secoli, hanno sviluppato caratteristiche assai diverse dalle loro parenti europee.

Esse possiedono una pelliccia molto lungo, hanno zampe e coda corte ed una testa tonda e lanosa, inoltre hanno di norma parti gemellari.

In Islanda le pecore vivono libere di spostarsi su tutto il territorio da giugno a settembre, in questi mesi non è difficile notare macchioline bianche ovunque; una caratteristica di questa razza è che sono solite non unirsi in greggi e solitamente si avvistano gruppi di tre elementi (madre e due agnellini).

All’inizio dell’autunno, quanto le temperature si abbassano, i pastori le radunano a valle ed attraverso il controllo dei microchip di cui ognuna di loro è dotata determinano il legittimo proprietario e si preparano ad affrontare l’inverno mettendo le pecore al riparo.

Questa operazione è nota in Islanda con il nome di smölun che significa raduno ed è una vera e propria festa.

Le pecore vengono allevate per la loro carne e per la loro lana, quest’ultima possiede caratteristiche veramente interessanti: è impermeabile, ma traspirante e particolarmente resistente al vento e molto calda.

Insomma come farsi mancare un Lopapeysa, così vengono chiamati i maglioni di lana in islandese?

Un maglioncino per lui

Realizzare maglioncini da uomo è sempre una sfida, perché mentre per il gentil sesso le proposte sono infinite, quando si parla al maschile non è proprio così.

Recentemente vi avevo parlato di Stephen West, il mago del colore e proprio a lui ho fatto riferimento per realizzare questo maglioncino primaverile da uomo.

Ho lavorato con i ferri circolari realizzando lo sprone rotondo; non posso dire che sia stato un progetto difficilissimo, ma i continui cambi di colore hanno richiesto un pochino di attenzione.

Il motivo a celle mi soddisfa pienamente e credo che lo userò presto anche per realizzare uno scialle, visto che ho a disposizione un po’ di avanzi di lana.

Lo scialle… un accessorio quattro stagioni

Lo scialle è un accessorio che mi piace tantissimo, lo trovo duttile e “mi viene in soccorso” in tutte le stagioni.

Ci sono molte tecniche per realizzare questo accessorio, a me personalmente piacciono un po’ tutte.

Oggi, in particolare vorrei parlarvi e darvi qualche suggerimento per la loro realizzazione, degli scialli a maglia top down, che possono avere forme molto diverse: semicircolare, triangolare, crescent o tre quarti.

Legenda:

Dir = diritto

Rov =rovescio

PM =posizionare il marker

Gett = gettato

SM = spostare il marker

DGD= 1 diritto 1 gettato 1 diritto, tutti lavorati nella stessa maglie = aumento doppio

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Scialle semicircolare

Gli aumenti per questo tipo di scialle si eseguono solo sul diritto del lavoro.

Avvio garter tab: montare 3 maglie, lavorare 6 ferri a diritto. Ruotare il lavoro di 90° e riprendere 3 maglie dal margine sinistro, ruotare ancora e riprendere 3 maglie dal margine di avvio. Ora ci sono 9 maglie in tutto.

Posizionare i marker: 3 diritti, pm1, 1 rov, pm2, 1 rov, pm3, 1 rov, pm4, 3 diritti.

Ferro 1 (diritto del lavoro): 3 diritti, sm1, 1 gett, a diritto fino al marker, sm2, 1 gett, a diritto fino al marker, 1 gett, sm3, a diritto fino al marker, 1 gett, sm4, 3 diritti.

Ferro 2 (rovescio del lavoro): 3 diritti, sm1, a rovescio fino all’ultimo marker, sm4, 3 diritti.

Ripetere i ferri 1 e 2 fino all’altezza desiderata.

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Scialle Triangolare

Gli aumenti per questo tipo di scialle si eseguono solo sul diritto del lavoro.

Avvio garter tab: montare 3 maglie, lavorare 6 ferri a diritto. Ruotare il lavoro di 90° e riprendere 3 maglie dal margine sinistro, ruotare ancora e riprendere 3 maglie dal margine di avvio. Ora ci sono 9 maglie in tutto.

Posizionare i marker: 3 diritti, pm1, 1 rov, pm2 1 rov, pm3, 1 rov, pm4, 3 diritti.

Ferro 1 (diritto del lavoro): 3 diritti, sm1, 1 gett, a diritto fino al marker, 1 gett, sm2, 1 dir, sm3, 1 gett, a diritto fino al marker, 1 gett, sm4, 3 diritti.

Ferro 2 (rovescio del lavoro): 3 diritti, sm1, a rovescio fino all’ultimo marker, sm4, 3 diritti.

Ripetere i ferri 1 e 2 fino all’altezza desiderata.

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Scialle Crescent

Per questo scialle gli aumenti si eseguono sul diritto e sul rovescio del lavoro.

Avvio garter tab: montare 3 maglie, lavorare 8 ferri a diritto. Ruotare il lavoro di 90° e riprendere 4 maglie dal margine sinistro, ruotare ancora e riprendere 3 maglie dal margine di avvio. Ora ci sono 10 maglie in tutto.

Posizionare i marker: 3 diritti, pm1, 4 rovesci, pm2, 3 diritti.

Ferro 1 (diritto del lavoro): 3 diritti, sm1, DGD, a diritto fino ad una maglia prima del marker, DGD, sm2, 3 diritti.

Ferro 2 (rovescio del lavoro): 3 diritti, sm1, 1 gett, a rovescio fino al marker, 1 gett, sm2, 3 diritti.

Ripetere i ferri 1 e 2 fino all’altezza desiderata.

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Scialle Tre Quarti

Per questo scialle gli aumenti si eseguono solo sul diritto del lavoro.

Avvio garter tab: montare 3 maglie, lavorare 10 ferri a diritto. Ruotare il lavoro di 90° e riprendere 5 maglie dal margine sinistro, ruotare ancora e riprendere 3 maglie dal margine di avvio. Ora ci sono 11 maglie in tutto.

Posizionare i marker: 3 diritti, pm1, 1 rov, pm2, 1 rov, pm3, 1 rov, pm4, 1 rov, pm5, 1 rov, pm6, 3 diritti.

Ferro 1 (diritto del lavoro): 3 diritti, sm1, 1 gett, a diritto fino al marker, 1 gett, sm2, 1 dir, sm3, 1 gett, a diritto fino al marker, 1 gett, sm4, 1 dir, sm5, 1 gett, a diritto fino al marker, 1 gett, sm6, 3 diritti.

Ferro 2 (rovescio del lavoro): 3 diritti, sm1, a rovescio fino all’ultimo marker, sm6, 3 diritti.

Ripetere i ferri 1 e 2 fino all’altezza desiderata.

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Direi che non ci resta che l’imbarazzo della scelta e… del filato.

Japan style

La creatività è curiosa e come tutte le creative sono sempre alla ricerca di cose nuove che mi solletichino la fantasia.

È stato così che mi sono imbattuta in alcuni designer giapponesi di maglieria. Mi si è aperto un mondo, sono rimasta stupita ed affascinata.

La bellezza, l’eleganza e la complessità definiscono il design della maglieria del sol levante. È stato amore a prima vista!

L’estetica degli indumenti lavorati a maglia mescola ornamenti elaborati, dettagli raffinati e un’eleganza pulita in un modo che ha una sensazione diversa rispetto al design occidentale.

Non si sa precisamente quando il lavoro a maglia sia arrivato per la prima volta in Giappone, ma l’arrivo di molti europei nel 1800 portò diversi mestieri europei e, certamente, anche il lavoro a maglia. La pratica del lavoro a maglia si diffuse e persino i guerrieri samurai presero in mano i ferri da maglia per lavorare guanti, calzini e altro – c’è un disegno di un samurai che lavora a maglia nella collezione del Museo dei calzini in Giappone.

Nella seconda metà dell’ 800 i missionari europei in Giappone fondarono scuole assumendo insegnanti esperte dall’Olanda, dalla Germania e dall’Inghilterra per insegnare l’artigianato. Trasmisero ai giapponesi una ricca tradizione e tanta abilità nel lavoro a maglia e nella creazione di modelli. Come in Europa ed in Nord America, il lavoro a maglia in Giappone assunse molteplici ruoli: era un’abilità insegnata ai bambini, un’industria artigianale per la produzione manuale e un’attività di svago molto amata che continua nel XXI secolo. 

La profonda conoscenza del lavoro a maglia insegnata in Giappone è evidente nei capi meravigliosamente dettagliati creati dai designer giapponesi di maglieria.

Sicuramente furono gli occidentali che, originariamente, portarono il lavoro a maglia in Giappone, ma nel corso dei decenni gli knitter giapponesi hanno unito la loro magia con fili e aghi, e ora siamo noi che abbiamo tanto da imparare da loro.

Un assaggio dei loro deliziosi punti è racchiuso nel libro “Japanese Knitting Stitch Bible: 260 Exquisite Patterns” by Hitomi Shida di cui sotto vi allego il link ed una recensione pubblicata su youtube. Il libro costa pochi euro, è disponibile anche l’ebook e secondo me nella libreria di una/uno knitter non può assolutamente mancare.

Libro Japanese Knitting Stitch Bible: 260 Exquisite Patterns by Hitomi Shida

Knitting designer #1

Oggi conosciamo: Norah Gaughan

Norah è una knitting designer americana nata a New York City. La creatività in famiglia non mancava di certo visto che la madre Phoebe è un’artista ed il padre Jack un illustratore di libri e riviste fantasy/fantascienza.

Cominciò ha lavorare a maglia all’età di 14 anni per passare il tempo, mentre lei e un’amica evitavano un’ondata di caldo rimanendo in casa per l’intera giornata.

Ha studiato biochimica e arte alla Brown University.

I suoi modelli di maglieria, già famosi presso le appassionate, sono diventati noti a livello internazionali dopo la pubblicazione, nel 2006, del suo libro Knitting Nature: 39 Designs Inspired by Patterns in Nature – che potete trovare a questo link.

Knitting Nature: 39 Designs Inspired by Patterns in Nature

I suoi progetti sono visivamente complessi, ma spesso non lo sono in fase di esecuzione. Il suo uso di particolari combinazioni di punti è particolarmente innovativo e la rende inconfondibile.

Altre sue pubblicazioni sono:

Norah Gaughan’s Knitted Cable Sourcebook: A Breakthrough Guide to Knitting With Cables and Designing Your Own Norah Gaughan: 40 Timeless Knits

Nota bene: se sei solito fare acquisti su Amazon clicca per accedervi sui link e sui banner che trovi all’interno dei post; entrando su Amazon dal mio blog ed effettuando un qualsiasi acquisto mi sosterrai.

E se il sole fa capolino

Non sono molte le cose che si possono fare a causa della pandemia, una di queste un bel giro in bicicletta, visto che per mia fortuna vivo in campagna.

Pensando alle giornate dove il sole fa capolino mi sono messa all’opera ed ho realizzato un pratico poncho per le gite in bicicletta e non solo.

Semplice e veloce da realizzare, costruito in un pezzo unico ed una sola cucitura, lavorato con un filato morbidissimo lana e kid mohair, particolarmente pratico.

Su di un lato ho previsto una manica a kimono, sull’altro ho lasciato il poncho libero, questo lo rende mettibile anche durante le uscite in bici in quanto la manica lo rende stabile.

Penso che sarà un capo molto gettonato durante la prossima primavera.

Chiacchierando di fibre #2

Lincoln

Si tratta di un’antica razza inglese, più precisamente originaria della contea di Lincolnshire – da qui il suo nome.

Questa razza di pecore ha subito una selezione nel corso dei secoli affinché desse lana pesante in abbondanza dalla quale ricavare abiti caldi e robusti e fu per questo fonte di prosperità dell’Inghilterra orientale sino a quando non fecero capolino le fibre sintetiche.

Fu nel lontano 1750 che Robert Bakewell introdusse la Lincoln a vello lungo come base per il suo famoso programma di allevamento ovino, così che quasi tutte le razze selezionate a vello lungo del mondo oggi possono vantare la Lincoln a vello lungo nel proprio pedigree.

Diverse migliaia di Lincoln vennero esporte in molte parti del mondo, in particolare in Sudamerica, Australia e Nuova Zelanda, dove vennero incrociate con le Merino per creare nuove razze da lana come la Corriedale e la Polwarth. 

Purtroppo nel XX secolo la razza iniziò a declinare, sino a quando nel 1971 erano rimasti solo 15 greggi, per un totale di soli 500 capi circa. Si è cercato, alla fine degli anni ottanta, di incrementare i capi, si sono raggiunti 1300 esemplari, ma questa razza ad oggi è poco allevata.

La pecora a vello lungo Lincoln è di taglia grande, possiede un folto mantello di lana ricciuta. La testa è bianca, priva di corna e provvista di un grande ciuffo. La produzione di lana annua va dai 10 ai 15 kg.